domenica 27 dicembre 2020

La devozione alla Santa Famiglia

Nel 1895, il Papa Leone XIII fissò alla terza domenica dopo l'Epifania la festa della Santa Famiglia di Nazareth, limitandola a quelle località che tradizionalmente erano solite celebrare tale ricorrenza. Bisognerà aspettare poi l'anno 1921, sotto il Pontificato di Benedetto XV, per vedere la festa della Santa Famiglia di Nazaret estesa a tutta la Cattolicità, fissandola alla domenica compresa nell'ottava dopo l'Epifania. Dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, si suole festeggiare tale solennità nella domenica compresa nell'ottava dopo il Natale.

Da queste brevissime considerazioni storiche possiamo dedurre che tale celebrazione è stata introdotta piuttosto di recente nella storia della Chiesa. Attenzione: non dobbiamo mai stancarci di ribadire che, ogni qual volta nella storia si sono presentati pericoli e minacce a qualche verità del diritto naturale o della dottrina cattolica, la Chiesa ha sottolineato aspetti, introdotto festività, proclamato dogmi con il fine di ribadire quanto creduto da tutti i cristiani, in ogni luogo e in ogni tempo. 

Nel 1600, iniziarono a diffondersi in Europa diverse confraternite con il fine di diffondere la devozione ai nomi e alle figure di Gesù, Giuseppe e Maria - come modello di famiglia. Gesù veniva proposto come modello dei figli, Giuseppe come modello dei mariti e padri, Maria come modello delle mogli e madri. I fautori di queste confraternite temevano che la famiglia fosse in grave pericolo. Era l'epoca del razionalismo e del libertinismo, reazione e conseguenza inevitabile della Prima Rivoluzione (quella perpetrata da Martin Lutero). Le rivoluzioni, infatti, come ogni evento negativo, producono effetti tra essi opposti (si pensi ad esempio al fatto che dal protestantesimo sono sorti sia il fenomeno del puritanesimo sia quello del libertinismo), dimostrando così la verità del classico principio logico che insegna: ex vero verum, ex falso quodlibet ("da ciò che è vero non può che scaturire ciò che è vero, ma da ciò che è falso possono scaturire cose false e cose vere"). Tali effetti poi sono sempre segnati dalla radicalità, dall'esasperazione, dall'estremismo, perché le eresie sono sempre riduzioni della totalità della verità a una sua parte (airesis in greco, da cui viene la parola 'eresia', significa scelta).

In che modo il luteranesimo ha avviato un processo di guerra alla famiglia? In realtà, questo complesso argomento sarebbe da affrontare su più dimensioni. Ci basti qui notare un semplice passaggio. Lutero insegnò che alla salvezza basta la sola fede e che le opere sono inutili (chiamò "lettera di paglia" la lettera di san Giacomo apostolo, nel quale si lodano le buone opere come necessarie alla salvezza). Da qui, molti teologi protestanti dedussero che, dal momento che colui che ha la fede è inevitabilmente salvo e colui che non ha la fede è inevitabilmente dannato, è totalmente inutile badare alle proprie opere: le azioni di coloro che hanno fede non hanno mai valore di peccato. Dunque, ogni azione diviene lecita, anche quelle guidate dalle passioni più sfrenate. Nacque il libertinismo spirituale

In Italia, questa eresia serpeggiò per diverso tempo. Molti sacerdoti aderirono a questa corrente religiosa di nascosto e utilizzavano il Sacramento della Confessione per fare adepti, facendo leva sulle passioni smodate dei penitenti. Ci furono persino casi di misticismo, ad esempio a Napoli, dove si presentò il caso di Suor Giulia Di Marco (1574 - ?), appartenente alla "setta della carità carnale", che organizzava orge segrete e fu alla fine condannata all'ergastolo dall'Inquisizione.

Nel corso dei secoli, la famiglia è stata sempre più oggetto di attacco ideologico. Non poteva che essere così: la modernità, segnata dal trionfo statalista, ha negato il diritto naturale, pretendendo così di ricostruire la natura. La cellula fondamentale della società umana è la famiglia (padre, madre, prole), ancor prima che i singoli individui. Il divorzio, l'aborto, le gender theories hanno messo in crisi la concezione della famiglia come unità fondamentale della società e della Chiesa, come cardine della prosperità economica, come baluardo contro le tentazioni oligarchiche della politica

La Santa Famiglia, al contrario, è il nostro modello. Essa è anzitutto immagine della Trinità sulla terra: le nostre famiglie sono chiamate a vivere lo stesso vincolo di carità. In secondo luogo, la Santa Famiglia ci indica le relazioni che devono sussistere tra i suoi termini, relazioni di servizio, cura, obbedienza reciproca, ma anche di responsabilità, comprensione, temperanza, perché non è giusto per il padre o per la madre pretendere l'ascolto e l'obbedienza dei figli, senza impegnarsi a migliorare se stessi così come Cristo ci ordina di fare. E' questo il senso di ciò che insegna san Paolo apostolo: "Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra. E voi, genitori, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore" (Efesini 6, 1-3). E' ingiustizia mancare di pietà verso i genitori, ma è altrettanto ingiusto educare la prole affidandosi al caso e agli istinti del momento, che spesso possono causare più danni che benefici.

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