domenica 11 aprile 2021
La Domenica della Divina Misericordia
sabato 6 marzo 2021
Gesù scaccia la superstizione dal Tempio


Dal momento che non tutti possedevano queste bestie, diversi allevatori decisero di venderli a buon prezzo nel Tempio e, dal momento che molti ebrei provenivano da altri territori dell'Impero romano, per lo più adiacenti alla Terra Santa, dove evidentemente non si usavano monete ebraiche, e dal momento che era proibito usare oggetti dei Gentili all'interno del Tempio, anche i cambiavalute trovarono modo di trarre profitto da questo traffico.

In questo stesso brano, Gesù ci ricorda che il primo tempio è la propria persona: «Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo ricostruirò» (Gv 2, 19). Si trattava di un modo enigmatico per alludere alla Resurrezione dei corpi. Il corpo - come ricorderà anche san Paolo (Cfr. 1Corinzi 6, 19) - è tempio dello Spirito Santo, da dove sorgono tutte le condizioni per una vita spirituale perfetta oppure malsana (Cfr. Matteo 15, 11). Il tempio esteriore è certamente importante: Dio stesso ordinò al popolo di Israele di costruire un tempio. Esso, tuttavia, è simbolo della comunione dei "templi spirituali" e conseguenza di questi, così come la comunità è sempre subalterna agli individui, perché se non ci sono individui santi non c'è neanche comunità santa.
domenica 21 febbraio 2021
Digiuno, preghiera, elemosina: perché?
I) Se si pecca contro un bene del corpo, la migliore via di penitenza da adottare sarà il digiuno, ossia la privazione volontaria di alimenti considerati particolarmente allettanti o satollanti, in particolare la carne.
II) Se si pecca contro un bene spirituale, la migliore via di penitenza sarà la preghiera. Essa è infatti una forma di sacrificio, perché si sottrae parte del proprio tempo per donarlo integralmente a Dio: la preghiera è una consacrazione del tempo.
III) Se si pecca contro un bene esterno, la migliore via di penitenza sarà l'elemosina, ossia la privazione volontaria di un bene esterno - solitamente denaro - a completo vantaggio del prossimo.
mercoledì 10 febbraio 2021
Lourdes e il valore dell'acqua benedetta
L’11 febbraio ricorre la festa di una grande apparizione mariana, quella avvenuta a Lourdes nella grotta di Massabielle nel 1858, all’indomani della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria da parte del beato Pio IX. In tempo di pandemia, il messaggio consegnato dal Cielo a santa Bernadette Soubirous risulta particolarmente attuale e ci ricorda che la malattia del corpo riceve senso e dignità – e talvolta guarigione! – dalla ricerca della salute dell’anima. Per questa ragione, non è possibile comprendere i miracoli che sono avvenuti presso il Santuario francese in 163 anni di devozione senza considerare il grande messaggio ricevuto da Maria: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!» (come recita il messaggio ricevuto il 24 febbraio 1858).
Ma c’è un altro grande elemento che ricorre nella storia delle apparizioni di Lourdes e che, in qualche maniera, ci interpella profondamente oggi: l’acqua. Il 25 febbraio 1858, giorno della nona apparizione, la Vergine chiese all’umile pastorella di Lourdes di mangiare alcune erbe amare che crescevano spontaneamente nella grotta e di scavare nel fango alla ricerca di una misteriosa sorgente. Quando i presenti fecero notare a Bernadette che un simile atteggiamento rischiava di farla apparire agli occhi di tutti come una pazza, la santa rispose prontamente: «È per i peccatori». Chiunque ha visitato Lourdes difficilmente può dimenticare le folle dei malati, desiderosi unicamente di immergersi nelle vasche del Santuario o anche solo di assaggiare l’acqua che sgorga dalle numerose fontanelle nei pressi della grotta. E certamente impressiona sapere che, dopo più di un secolo, queste stesse vasche sono state chiuse.
