L’11 febbraio ricorre la festa di una grande apparizione mariana, quella avvenuta a Lourdes nella grotta di Massabielle nel 1858, all’indomani della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria da parte del beato Pio IX. In tempo di pandemia, il messaggio consegnato dal Cielo a santa Bernadette Soubirous risulta particolarmente attuale e ci ricorda che la malattia del corpo riceve senso e dignità – e talvolta guarigione! – dalla ricerca della salute dell’anima. Per questa ragione, non è possibile comprendere i miracoli che sono avvenuti presso il Santuario francese in 163 anni di devozione senza considerare il grande messaggio ricevuto da Maria: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!» (come recita il messaggio ricevuto il 24 febbraio 1858).
Ma c’è un altro grande elemento che ricorre nella storia delle apparizioni di Lourdes e che, in qualche maniera, ci interpella profondamente oggi: l’acqua. Il 25 febbraio 1858, giorno della nona apparizione, la Vergine chiese all’umile pastorella di Lourdes di mangiare alcune erbe amare che crescevano spontaneamente nella grotta e di scavare nel fango alla ricerca di una misteriosa sorgente. Quando i presenti fecero notare a Bernadette che un simile atteggiamento rischiava di farla apparire agli occhi di tutti come una pazza, la santa rispose prontamente: «È per i peccatori». Chiunque ha visitato Lourdes difficilmente può dimenticare le folle dei malati, desiderosi unicamente di immergersi nelle vasche del Santuario o anche solo di assaggiare l’acqua che sgorga dalle numerose fontanelle nei pressi della grotta. E certamente impressiona sapere che, dopo più di un secolo, queste stesse vasche sono state chiuse.
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