giovedì 24 dicembre 2020

Natale 2020: Dio ci chiama a spezzare la paura


Il Natale 2020 è schiacciato tra le preoccupazioni del periodo storico difficile che stiamo vivendo. Non è forse questo il senso più autentico di questa grande festività? Se il mondo è confuso, pieno di paura, Cristo viene a salvare, luminoso e stabile, e dice a ciascuno di noi: «Non temere!». Riscopriamo insieme allora il senso del Signore che viene nel mondo.

Primo senso: il Signore viene nella storia. Questo è il senso primario del Natale. Dall’eternità, Dio si immerge nel tempo. La grandezza del Cristianesimo rispetto alle altre religioni trova massima espressione nei due eventi del Natale e della Pasqua, due eventi strettamente connessi. Il Cristianesimo ci insegna che la storia è superiore al mito, anzi di più, per dirla con le parole di G. K. Chesterton (1874 – 1936), nel Cristianesimo il mito si fa storia. La storia sacra diventa allora modello della storia universale, di tutti gli uomini. La divinità che le leggende e i miti avevano raccontato per metafore e simboli si fa Uomo, sensibile, in relazione diretta con noi. Ciò dimostra che Cristo viene incontro alle esigenze esistenziali più intime, più radicate, che l’uomo aveva manifestato in molteplici sistemi religiosi, filosofici ed etici.

Secondo senso: il Signore viene nella nostra esistenza individuale. Il Signore viene a noi nella conversione, nel Battesimo, nell’Eucarestia, nel prossimo che diventa occasione di misericordia e persino nella sofferenza che diventa occasione di virtù. Il tema della sofferenza, della malattia e del dolore è in questo periodo quanto mai attuale. Il Signore, bambinello nella mangiatoia di Betlemme, ci dice che essa non è priva di senso: Egli stesso è il senso! La Passione del Signore inizia già, in qualche misura, con la sua Incarnazione. La nascita in un luogo angusto, scomodo e freddo diventa occasione di santità: non è forse questo il primo insegnamento che Gesù - Maestro infante - rivolge a Giuseppe e Maria, ai pastori che vengono ad adorarlo e ai ricchi Magi dell’Oriente?

Terzo senso: il Signore viene a giudicarci. Un tema che fa grande paura tanto da volerlo dimenticare, esorcizzare attraverso pratiche edonistiche o consumistiche, è il tema della morte. Una parola che si vuole persino evitare di pronunciare. La pandemia forse ci ha scosso da questo punto di vista. Ne avevamo bisogno. San Francesco d’Assisi – figura cui il Papa si ispira spesso – ha chiamato la morte «sorella» nel suo famoso Cantico delle creature. Dobbiamo recuperare questa visione carica di speranza cristiana nei confronti dell’ultimo momento della nostra vita. «Nel suo primo avvento, Cristo venne a salvarci, a guarir le ferite del corpo e dello spirito. Alla fine dei tempi, tornerà come giudice; darà il regno promesso ai suoi servi fedeli». Così cantava l’inno delle Lodi durante la novena natalizia. Gesù è nato per il giudizio della Croce: non è una visione pessimistica, ma – al contrario – di attaccamento alla vita. La vita, infatti, sprigiona la sua massima energia quaggiù quando è proiettata al suo senso ultimo.

venerdì 27 novembre 2020

Anassagora di Clazomene



Dopo Empedocle, l'altro grande pensatore pluralista è Anassagora di Clazomene. Nato in Asia Minore, visse la maggior parte della propria vita ad Atene, dove fu però condannato per empietà. Autore di "Sulla natura", è noto per aver posto all'origine del cosmo una quantità pressoché infinita di semi, detti "omeomerie", e un intelletto ordinatore. 

domenica 22 novembre 2020

La festa di Cristo Re, per dirci che la misericordia è il cuore del Vangelo

 


Il Papa Pio XI istituì la solennità di Cristo Re dell’Universo con l’enciclica Quas Primas, l’11 dicembre 1925. Ciò che spinse il Pontefice, quasi cento anni fa, a istituire tale festa fu la constatazione di un grave smarrimento del senso dei «diritti divini» e, conseguentemente, del senso del peccato. Sì, perché anche Dio ha i suoi diritti, non soltanto l’uomo. Dio ha il diritto di essere punto di riferimento e fonte viva della società, di tutte le società, in tutte le strutture politiche ed economiche.


domenica 15 novembre 2020

Passa la gloria di questo mondo

 


Dopo la parabola delle dieci vergini, che ci spiega l’importanza delle buone opere (le lampade) custodite nella grazia (la fiamma viva), il Signore ci propone adesso per la domenica 15 novembre 2020 la parabola dei dieci talenti, che spiega l’importanza dei carismi, cioè delle propensioni naturali, della vocazione, delle capacità fisiche e mentali che ci rendono unici agli occhi di Dio e dunque fondamentali per la costruzione di una società buona, che riconosce all’uomo la dignità che gli spetta in quanto conosce il posto che spetta al suo Creatore. >>> Continua a leggere su: https://www.catt.ch/newsi/passa-la-gloria-di-questo-mondo/