domenica 12 luglio 2020

Fede e fiducia sono la stessa cosa?



Nel vangelo di domenica 12 luglio, si parla della famosa parabola del seminatore. Come spiega lo stesso Gesù, il seme è metafora della Parola e il terreno – nelle sue varie forme – è metafora dell’anima di chi ascolta. Scrive san Paolo infatti che Fides ex auditu (Romani 10,17), «la fede nasce dall’ascolto» della Parola. Questo brano evangelico è dunque strettamente connesso al concetto di fede. Viene però da chiedersi se conosciamo a fondo il significato di questo concetto apparentemente semplice. 

venerdì 10 luglio 2020

Tommaso d'Aquino | La TRISTEZZA: Cosa è? E Quali Sono le Specie Fondamentali?



In questo video vorrei parlarvi di quella che, secondo Tommaso d’Aquino, è la passione per eccellenza, ossia ciò che modifica più profondamente l’anima dell’uomo: la tristezza. Essa è definita come la passione che sorge dalla percezione di un male presente. La presenza di questo male può essere esterna - come quando ascoltiamo qualcuno che ci dà una brutta notizia - oppure interna – e in questo caso, a causare la tristezza possono essere due sensi interni dell’uomo, ossia la memoria e la fantasia. Infatti, possiamo intristirci al ricordo di un evento negativo accaduto anche diversi anni fa, perché la memoria ha il potere di rendere presenti all’anima gli eventi passati. Oppure, possiamo giocare così tanto di fantasia, da immaginare scenari indesiderabili e immedesimarci così tanto da provare tristezza come se tali scenari fossero reali. 

Secondo Giovanni Damasceno, ci sono quattro specie fondamentali di tristezza che si aggiungono alla tristezza tout court. Per capire come ricavare le specie della tristezza, dunque, dobbiamo considerare due elementi nella definizione stessa di tristezza: l’essere male di una cosa e l’appartenenza di tale cosa a qualcuno, il quale può essere il soggetto stesso della tristezza oppure un altro.

venerdì 3 luglio 2020

Tommaso d'Aquino | La SPERANZA: Passione e Virtù (cosa è e come mantenerla VIVA!)



Abbiamo visto in un video precedente che tra le cinque passioni della facoltà irascibile c’è anche la speranza, definita come la passione che sorge dalla percezione di un oggetto buono, futuro e difficile da raggiungere, eppure raggiungibile. 

In questo video, vorrei soffermarmi su questa passione. È una passione molto importante. Tommaso d’Aquino scrive che la speranza è la principale di tutte le passioni irascibili. 

Per spiegare l’importanza di questa passione, possiamo usare una metafora. La speranza è come una casa a due piani, la speranza è a metà – per così dire - tra la terra e il cielo. Nel piano inferiore, c’è la speranza vera e propria. Anzitutto bisogna dire che la speranza presuppone il desiderio. Un altro punto importante è che ci sono due tipi principali di speranza. Questo perché l’oggetto della speranza è il bene difficile e futuro, ma che è possibile raggiungere, e ci sono due modi in cui una cosa è possibile: secondo le proprie forze o secondo le forze altrui. La speranza tout court è dunque la speranza secondo le proprie forze, che è una speranza attiva e motrice, mentre la speranza secondo la forza altrui è detta speranza aspettativa. 

Il terzo punto importante riguarda le cause della speranza. Ci sono due modi di causare la speranza. Il primo modo si ha quando un bene futuro, difficile e raggiungibile rappresenta per il soggetto uomo l’apertura a possibilità ancora maggiori. Il secondo modo, invece, è quello che fa giudicare una cosa come raggiungibile. Sono causa di questo tipo l’insegnamento e la persuasione, i quali appunto comunicano all’intelletto, e non direttamente all’appetito, quali cose sono raggiungibili e quali no. 

Infine, bisogna dire che la speranza causa l’amore. 
Quando san Paolo scrive che ci sono tre virtù teologali – fede, speranza e carità – non le scrive in ordine sparso, ma secondo un ordine genealogico. La fede infatti genera speranza e la speranza genera carità. La speranza di cui parla san Paolo non è la passione della speranza, ma la virtù appunto, più precisamente una virtù teologale, cioè un abito dell’anima che è donato direttamente da Dio e che tuttavia si fonda sull’aspetto appetitivo della speranza, quello più propriamente umano. 

Molto spesso oggi si usano le parole ‘fede’ e ‘fiducia’ come se fossero sinonimi. In realtà non lo sono. La fede non è la fiducia: la fede riguarda solo l’intelletto, riguarda l’adesione dell’intelletto a tutte le verità rivelate da Dio. Si prova fiducia invece quando ci aspettiamo da qualcun altro un bene che amiamo, che è futuro e che non è facilmente raggiungibile. Vediamo allora che la fiducia è la stessa cosa della speranza aspettativa. La speranza teologale, quella che riceviamo da Dio, è una specie di speranza aspettativa, perché è quella che ci induce ad aspettare da Dio la salvezza eterna, che è certamente un bene, è futuro e non è per niente facilmente conseguibile.

giovedì 2 luglio 2020

C’è più gioia nel dare che nel ricevere



Tradizionalmente, la Chiesa ha sempre dedicato il mese di luglio alla devozione al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. Si tratta di una devozione evidentemente connessa a quella celebrata il mese precedente, ossia la devozione al Sacro Cuore. Ma perché farne due devozioni distinte? La risposta è semplice. Esse rimandano a due concetti legati alla tradizione della fede cattolica, distinti eppure connessi.